A caccia di storie sono finito (non so come) su un numero del National Geographic del 1926, dove ho trovato questa foto scattata in Colombia. Non so perché ma la trovo affascinante… la scritta sul muro, la postura della gente, i poveri muli. Sembra di leggere Traven del “Tesoro della Sierra Madre”.american-bar

Cupo come la notte parigina, l’acqua del fiume e il noir classico francese, questo romanzo è decisamente una buona lettura anche per l’ambientazione (la Senna appunto) non proprio consueta. Il giallo ripropone i canoni classici francesi, con i poliziotti scolpiti con l’accetta, una profusione di blousons noirs e un bel po’ di violenza, ma siccome te lo aspetti è tutto ok. Ingrid Astier è giovane e per il suo esordio nel romanzo ha puntato sul sicuro: al 36 del Quai des Orfèvres. Non vi ricorda qualcuno, quell’indirizzo?

Controligure perché questo ottimo giallo va in senso contrario rispetto alla scuola ligure, che peraltro amo. Intanto non è ambientato sul mare, ma all’interno, e poi l’investigatore (non a caso sardo e non del luogo) non è antipatico come i suoi colleghi letterari indigeni (Luciani, Pagano ecc.). Bella lettura, alla fine, per me poi resta più interessante dalla spietata immagine che l’autore dà del mondo editoriale e di tutte le sue scarse qualità. L’agente Lambiase, uomo di spericolate letture (Tex e la Gazzetta) è, alla fine, il più colto di tutti. A modo suo.