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Archivio mensile:novembre 2014

Confesso che questo autore mi intriga, di pelle. Avevo letto “Romanzo per signora” la scorsa estate e, si sa, ai libri sotto l’ombrellone si perdona molto. Comunque mi aveva divertito: lettura d’evasione, senza dare alla parola connotati negativi. Quest’ultimo romanzo è una conferma: Pallavicini si legge sempre volentieri, anche se non va mai troppo in profondità (almeno all’apparenza) e si diverte a creare maschere più che personaggi. Qui poi il mondo raccontato mi ha sospinto nel passato (avevo un’amica che viveva alla Maggiolina, Milano, in una famiglia che ricorda molto quella del libro). Consiglio: da leggere con leggerezza (allitterazione pessima, ma è venuta così). Ora però basta, triplo salto mortale: passo a Winslow e vi so dire.

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Vitali, dunque. Un caso davvero insolito: gli ultimi romanzi sono meglio dei primi. Forse perché si vede chiaramente che l’autore si diverte a scrivere (dove lo si vede? Nel gusto tutto suo di curare i personaggi marginali, anche se compaiono per poche righe e non incidono sul plot), forse perché tra lacustri ci si intende e ci si apprezza “sulla distanza”. Che dire? La solita storia apparentemente senza un inizio e una fine, eppure densa di umanità, di sorprese e di vita. Personaggi straordinari, protagonisti e (come detto) comprimari: la perpetua che parla come mia nonna (che però era del Lago di Varese), un disperato che forse non è poi tale, la signora che si rinchiude nel suo vuoto. Da leggere. Se siete lacustri, da non perdere assolutamente.