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Archivio mensile:gennaio 2015

Strappo alla regola: parlo di un libro pubblicato da un editore tradizionale. Ma per Carlo, che è un amico, lo faccio volentieri. I suoi libri si leggono sempre con piacere, perché il racconto scorre via alla grande. E poi di questo libro ancora in gestazione parlammo a lungo un giorno. E poi a Mursia (l’editore) sono legato da vecchi e piacevoli ricordi. E insomma un consiglio: leggetelo. Qui il link su Amazon

http://www.amazon.it/prima-trattativa-Stato-mafia-Luciano-1942-1946/dp/8842553255/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1422523801&sr=8-5&keywords=Lomartire

e qui la cover

lomartire

Quel che fa più male, è il servilismo strisciante. Umberto Eco pubblica un romanzo, ed ecco ospitate (Fazio & Co.), sviolinate (idem), comparsate e infinite …ate. Per parte mia, cerco di dirlo con tutto il rispetto possibile: questo libro è veramente mediocre. Su Eco ho studiato e mi sono emozionato ed esaltato ai tempi dell’università, per la mia formazione culturale è stato importantissimo, e dunque capite l’imbarazzo. Ma è proprio un brutto romanzo, in alcune pagine insopportabile, in altre presuntuoso, in altre ancora superficiale. Basta così. C’è comunque un gioiellino: Maia.

Ci ho riprovato. Avrei voluto cambiare idea, ma non riesco. Un buon poliziesco, con buoni personaggi, una storia che cattura, un finale non scontatissimo. Ma il vicecommissario Zottia non riesce a prendere il cuore del lettore (beh, neppure quello di Serena, guarda caso…). Detto da un lacustre doc: l’ambientazione vistalago Maggiore sponda grassa (piemontese) mi ha lasciato un po’ deluso. L’aria del lago si sente poco, ma è un giudizio di parte e poi io sono della sponda magra (lombarda). Ora basta, passo direttamente a Eco “Numero Zero”. Da un ambiente familiare (il lago) a uno altrettanto familiare (la redazione di un giornale). Due turni in casa.

Proviamo a giudicare il libro per sé, dimenticando che Polillo è stato per anni il “dominus” temuto e venerato dell’editoria italiana (e dunque bisogna diffidare della critica ufficiale). Un discreto poliziesco, con qualche sorpresa qua e là, certo non di quelli che si fanno ricordare per l’originalità. Ha un bel dire D’Orrico: “Zottìa (il viceommissario protagonista di q uesto e altri romanzi di Polillo) è un poliziotto di prim’ordine, un gran romantico, un piccolo grande Gatsby”. Non scherziamo, per piacere. Sulla scena dei grandi investigatori della letteratura poliziesca. Zottìa è un “bene gli altri”, di certo non un protagonista. Ora ci provo con un altro romanzo di Polillo, “Villa tre pini” e vi so dire. Pronto a cambiare idea.

Paglieri non è fra i giallisti più famosi, ma fa parte di quella scuola genovese (Morchio, Fassio) che si legge sempre volentieri. Il commissario Luciani è, credo, l’investigatore più antipatico del poliziesco italiano (anche il suo concittadino letterario Bacci Pagano non è proprio il massimo della simpatia), ma vive e interpreta una terra di innegabile fascino. Confesso che lo leggo anche perché vi trovo luoghi (strade, bar, perfino rotonde stradali) a me ben noti. Insomma, avete capito che c’è del privato in tutto questo. Buon giallo, comunque, con un finale in crescendo, ma inspiegabilmente condotto su due storie parallele. A Luciani non guasterebbe un po’ meno spocchia.

Torna l’avvocato Guerrieri e Carofiglio sembra trovarsi di nuovo a suo agio con il poliziesco legale. Il precedente romanzo (Una mutevole verità) non aveva convinto, qui invece si ritorna al miglior Carofiglio, complice un protagonista dalla personalità ormai ben consolidata. “La regola dell’equilibrio” è un giallo senza vittime, intese come morti ammazzati, ma con una vittima ben precisa: la giustizia. Forse l’autore si perde un po’ troppo, nel finale, dentro il labirinto giuridico, ma nel complesso si ha voglia di arrivare in fondo e vedere come la vicenda si conclude. Confesso di non amare molto il mondo giudiziario e i suoi attori (magistrati inquirenti e giudicanti, avvocati), ma per questa volta, e per un Guerrieri in gran forma, si può fare un’eccezione. Solo per questa volta, beninteso.