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Archivio mensile:febbraio 2015

Stiamo lavorando a un nuovo progetto. Umberto ha ideato e disegnato simpaticissime strisce che hanno per protagonista un elefantino. Vintage nella forma, sempre attuale nella sostanza. Ora diventerà un EBook – fumetti per Kindle. Keep in touch.

unastriscia

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Incipit. “Viviani aveva voluto uscire per primo. Il crepitio delle pallottole… e il suo corpo era andato a spiaccicarsi contro la vetrata della banca, schizzandola di sangue come su un gigantesco schermo TV.”. Ecco, moltiplicate queste righe per 400 pagine di romanzo e avete letto “Le Cramé”, polar a tinte nerissime di Jacques-Olivier Bosco. La trovata centrale ha del genio (ma già visto): un gangster che, dopo opportuni ritocchi facciali, diventa commissario di polizia. Per compiere nello stesso tempo azioni nobili e orrende. Comunque dopo tanti psicopatici scandinavi, serial killer americani, padrini italiani un bel gangster “d’antan” della banlieue parigina ci sta alla grande. Sia chiaro: il grande Pepé le Moko era un’altra cosa. Parbleu!

Ottimo giallo. Una Milano nera-ma-proprio-nera senza compiacimenti, che a tratti ricorda la Los Angeles di Ellroy, disperatamente violenta, inutilmente cattiva. Adele Marini (collega giornalista, ma le nostre strade non si sono mai incrociate) è una piacevole sorpresa. Mi chiedo solo (ed è un complimento) che libro sarebbe uscito se anziché poco più di 300 pagine ne avesse scritte 600: l’impressione è che intreccio, personaggi e ambiente avrebbero retto e anzi ne sarebbe uscito qualcosa di ancora più forte. L’autrice sa come gestire più storie incrociate, apparentemente distanti, ma che alla fine (come in Ellroy appunto) convergono. I personaggi negativi sono decisamente più riusciti di quelli positivi (la poliziotta corrotta compare pochissimo, ma è perfetta). Come mai questo libro non è stato pubblicato dai “signoroni” dell’editoria (lo ha fatto l’ottima Fratelli Frilli)? Qualcuno legge in quelle premiate case editrici o ci si milita a studiare proiezioni di vendita, pubblicare comici e chef e affidarsi ai soliti noti?

Ecco finalmente un poliziesco eccellente. Reduce dalla delusione di Eco mi sono affidato a questo scrittore del Canton Ticino. Ovviamente i soloni della critica straleccano Eco (che ha scritto un romanzo brutto e insignificante) e ovviamente ignorano Fazioli, che è senza nobiltà: viene (orrore) dalla Svizzera italiana! Beh, provate a leggerlo e sappiatemi dire. “Il giudice e la rondine” è un noir secco, senza compiacimenti, amaro eppure perfettamente godibile dall’inizio alla fine. Formidabile Elia Contini, il protagonista, disincantato lettore della vita. Lo scenario ticinese, essenziale come le sue architetture, è perfetto, di una semplicità angosciante. Grande Fazioli, ma già, non è Eco e bla e bla e bla.