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A caccia di storie sono finito (non so come) su un numero del National Geographic del 1926, dove ho trovato questa foto scattata in Colombia. Non so perché ma la trovo affascinante… la scritta sul muro, la postura della gente, i poveri muli. Sembra di leggere Traven del “Tesoro della Sierra Madre”.american-bar

Con il prossimo anno ci sarà qualche novità in libreria. L’idea è quella di creare un’area/sala di lettura libera, dove è possibile trovare qualcosa da leggere “a tempo”. Nel senso che ci saranno racconti (tutti completi ovviamente) da 5 minuti, da 10 minuti, da 20 minuti e così via. E’ come se una libreria non virtuale ma reale, offrisse un rifugio al passante occasionale, che magari si trova del tempo libero. Vi saprò dire.

Accade questo. Sto leggendo un ottimo libro di Lee Child: “A wanted man”. Un thriller cupo, teso, ambiguo. Il protagonista ad un certo punto viene portato in uno strano motel, mezzo rifugio e mezza prigione, dove viene interrogato da due tipi, forse agenti dell’antiterrorismo o forse no. Questo il brano dell’incontro:

“The two agents sat down, one on his left and one on his right. They leaned in, intently, elbows on the table… Both were dark and wiry. One was going bald faster than the other. They said their names were Bale and Trapattoni”.

Cosa? Da quell’istante tutta la tensione è svanita. Impossibile immaginarsi il Trap in quella scena. Te lo vedi mettere sotto torchio uno fischiando con due dita? O dicendogli “Ehi man! Non dire gatto se non l’hai nel sacco”. Gran libro, comunque.

Continua la singolare avventura di Romantic Murders sul mercato inglese. Va come un diesel: piano ma costante. Mi chiedo se continuerà così anche d’inverno. Gli inglesi continueranno a cercare storie poliziesche ambientate sui laghi italiani?

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Ho un nuovo progetto che è ancora solo abbozzato. Chiedo un aiuto: qualcuno mi sa indicare un popolo, un gruppo, un’etnia che in qualche modo vive ancora come in uno dei secoli passati? Saltate pure i “cacciatori e raccoglitori” dell’Amazzonia che vivono come i primitivi (brutto termine, lo so) o i monaci del Monte Athos che vivono come nel medioevo. Entrambi però rendono l’idea.

PS – Non importa che questa “vita nel passato” sia totalizzante. Molti anni fa il sertanista brasiliano Vilas Boas incontrò nella foresta una tribù india che viveva appunto di caccia e di raccolta, isolata e senza nessun contatto con la modernità… Nessuno? Non proprio: grande fu la sorpresa di Vilas Boas quando il capo del villaggio si presentò… con un foglietto/biglietto da visita che dichiarava la sua qualità di jefe di quella tribù!

Otto ore passate alla Feltrinelli Duomo a fare pacchetti dei libri per dare una mano alla raccolta fondi di Manitese ( a proposito: www.manitese.it). Effetti collaterali: ho potuto realizzare una classifica empirica delle vendite (vera, senza pressioni delle case editrici, campione statistico accettabile di circa 220 acquirenti che si sono fermati per farsi fare il pacchetto, per oltre 400 libri)

1 – Gianrico Carofiglio – La regola dell’equilibrio

2 – Alberto Angela – I tre giorni di Pompei

3 – Andrea Camilleri – Morte in mare aperto e altri…

4 – (a sorpresa) Jean Claude Izzo – (vari titoli)… e ne sono felice

Desaparecidos: Gramellini, Vespa, Littizzetto e gran parte dei dieci “Top 10 della classifica del Corriere.