Cupo come la notte parigina, l’acqua del fiume e il noir classico francese, questo romanzo è decisamente una buona lettura anche per l’ambientazione (la Senna appunto) non proprio consueta. Il giallo ripropone i canoni classici francesi, con i poliziotti scolpiti con l’accetta, una profusione di blousons noirs e un bel po’ di violenza, ma siccome te lo aspetti è tutto ok. Ingrid Astier è giovane e per il suo esordio nel romanzo ha puntato sul sicuro: al 36 del Quai des Orfèvres. Non vi ricorda qualcuno, quell’indirizzo?

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Controligure perché questo ottimo giallo va in senso contrario rispetto alla scuola ligure, che peraltro amo. Intanto non è ambientato sul mare, ma all’interno, e poi l’investigatore (non a caso sardo e non del luogo) non è antipatico come i suoi colleghi letterari indigeni (Luciani, Pagano ecc.). Bella lettura, alla fine, per me poi resta più interessante dalla spietata immagine che l’autore dà del mondo editoriale e di tutte le sue scarse qualità. L’agente Lambiase, uomo di spericolate letture (Tex e la Gazzetta) è, alla fine, il più colto di tutti. A modo suo.

Per un “indie”, insomma per un indipendente, le recensioni sono molto importanti. In assenza di promozioni istituzionali delle case editrici, dei giornali o addirittura della TV, non restano che le recensioni per “promuovere” un libro e dargli un po’ di aiuto sul mercato. Può succedere tuttavia che a scrivere recensioni siano soltanto coloro che vogliono fare critiche negative, legittme beninteso. Ma nel sistema tradizionale queste recensioni critiche compensano le promozioni istituzionali. Nel mondo degli indipendenti invece rischiano di essere le sole. Morale: se vi piace il libro di un indipendente, magari un Ebook comprato a 0,99, vincete la pigrizia e scrivete una buona recensione sul sito dove avete fatto l’acquisto. E’ un vero aiuto e il miglior ringraziamento per l’autore.